Sto finalmente scrivendo anche su questo gioco, che ho finito tra l’altro molto tempo fa, ma ahimè, meglio tardi che mai.
Nonostante sia il terzo gioco della saga, questo è a tutti gli effetti il sequel del primo capitolo, che a quanto pare all’epoca in Giappone volevano ardentemente, perché d’altronde all’epoca Konami uscendosene con SH2 ha portato la narrazione su altri fronti, quasi scollegato totalmente dal precedente capitolo, quindi, se siete interessati agli eventi narrati dal primo gioco, beh questo è a conti fatti la vera prosecuzione e fa al caso vostro.
Non ho molto da dire al riguardo della mia esperienza personale antecedente al recupero, se non il trivia famoso dello specchio e altre cosette (come metà soundtrack spammata sui trend di Tiktok, Reel, etc), quindi, posso al massimo dire che dopo aver finito SH1 la voglia di giocare a questo titolo era tanta, sperando di trovare un titolo degno di nota e dagli standard alti per l’epoca, per i titoli fatti dal team Silent, seppur sia questo che il suo successore (The Room) hanno avuto uno sviluppo non ottimale, con il team Silent splittato e addirittura sviluppati nello stesso periodo con pochissimo tempo per rifinirli e correggerli, che sia stato questo a sancire il tracollo della serie? Vediamo.
Il gioco inizia con una giovane ragazza vagare nella notte in un parco divertimenti dall'aspetto lugubre, disabitato e ricoperto da ruggine.
Il cielo è spento, tutto intorno ricoperto da nebbia e sulle panchine di quel posto risultano appoggiati dei grandi peluche di un coniglio rosa, mascotte del posto che va in totale contrasto con l'ambiente ostile presente in quel luogo, il che rende il tutto ancora più inquietante, la ragazza possiede un coltello e da lì a poco si paleseranno dei mostri, poco dopo fuggendo si arriva a delle montagne russe, il convoglio di quest'ultima una volta che ci travolgerà farà svegliare la ragazza da quell'incubo.
Far iniziare un gioco con un sogno non è una novità per la serie, infatti l'inizio di Silent Hill 3 è dannatamente simile a quello di Silent Hill 1, quasi come a volerti comunicare dalle prime fasi che entrambi i giochi sono fortemente legati e trattano bene o male della stessa roba, seppur in maniera differente e con un protagonista differente.
La ragazza, di nome Heather, si sveglia dal suo sonno in un fast food al calare del pomeriggio, con i raggi del sole che tramonta sparati praticamente in faccia, pertanto uscendo da lì scopriamo che ci troviamo in un centro commerciale.
Una particolarità che mi preme sottolineare è il fatto che il gioco inizia a tutti gli effetti nel mondo normale, tant’è che la scena della telefonata al padre, risulterà naturale e tranquilla, il gioco non ti mette l’ansia sin da subito, tolto il sogno fatto all’inizio, che altro non è che un assaggio a ciò che vedremo, ma adesso per l’appunto, già si notano stravolgimenti o comunque una minor ripetizione di alcuni stilemi presenti nei capitoli precedenti.
“Papà mi ha detto di non dover parlare con gli sconosciuti.
— “E’ una cosa importante, riguarda il tuo parto”
La tranquillità del momento verrà spezzata da Douglas Cartland, un investigatore privato che era sulle tracce della giovane Heather, costui è un personaggio estremamente importante per la narrazione, all’inizio lo vedremo con ostilità, è un personaggio grigio, non sappiamo all’inizio nulla di lui, se non che è stato inviato da qualcuno, da qui vedremo anche uno dei punti di forza del personaggio di Heather, ovvero la sua enorme diffidenza e il fatto che per la prima volta un protagonista di Silent Hill risponde a tono qualcuno almeno visibilmente ostile, risultando estremamente lucida andando ad eliminare quella patina di “rincretinimento” che hanno personaggi come Harry e James, che NONOSTANTE siano dei buonissimi personaggi (James soprattutto), nei precedenti Silent Hill le loro interazioni sociali, i loro dialoghi saranno estremamente brevi e confusi con un tono di voce che non tralascia nessuna emozione, mentre per Heather emozioni come la rabbia, il rancore, il modo in cui scherza e la tristezza risulteranno estremamente più naturali, mostrando connotati adolescenziali tipici e pertanto non è sta grandissima cosa, ma non so, è bello vedere per la prima volta un protagonista diverso che rompe alcuni schemi del franchise.
Dopo esser passati come per un battito di ciglia dal mondo normale al mondo della nebbia una volta rientrati nell’edificio, tutti i vari elementi della saga di Silent Hill (la radio, le prime armi e i mostri) spunteranno come funghi in una maniera estremamente da manuale e in modo sequenziale senza effettivamente nessun guizzo creativo particolare, ma dall’altra parte è sempre bello vedere le varie reazioni di Heather ai mostri e all’ambiente circostante, come già ribadito, la sua caratterizzazione per la serie è qualcosa di nuovo.
”Io sono Claudia. — “E con ciò? ”Rammentati di me, così come del tuo vero io.
Nonché di colei che diverrai
La prescelta che ci condurrà al paradiso con le mani insanguinate”